2018

27 maggio

" L'individuo infatti vede il corpo come un oggetto tra gli oggetti e 
ciascuno dei quali è unito na nessi e da relazioni molteplici nate dal principio della ragione:- la considerazione di questi oggetti 
deve ricondurre sempre al suo corpo e quindi alla sua volontà. La conoscenza, subordinata alla volontà , cerca di conoscere
negli oggetti esclusivamente le relazioni stabilite dal principio di ragione, cioè relazione di SPAZIO TEMPO CASUALITA'.
Poichè questo è l'unicopunto di vista in cui l'oggetto è interessante per l'individuo, ossia conserva una relazione con la volontà,
così, la conoscenza, che è soggetta alla volontà non conosce degli oggetti se non delle relazioni" A. Schopenhauer

23 maggio

 FREQUENZE LIBERE

Performance di Action Painting e Teatro Danza gruppo Controchiave di Roma

la performance 

Frequenze Libere è un'opera sinestetica nata in estempore attraverso il dialogo tra gesto pittorico su tela e gesto danzato.
L'improvvisazione nasce sotto gli ochhi del pubblico come esecuzione originale e per questo irripetibile.
La collaborazione e l'esperienza tra il gruppo di teatro danza e l'artista è un percorso iniziato un anno fa attraverso
seminari e incontridi studio nella ricerca a nuovi approcci creativi e percettivi tra due percorsi artistici apparentemente lontani.
La capacità d'improvvisare in sinergia espressivo-dinamica ed emotiva tra i due rivela forti affinità tra materia e movimento,
spazio e coloreintenzione e azione trovando il suo punto d'incontro proprio durante l'esecuzione live di un pezzo pittorico
(opera su tela) e insieme coreutico.
In un gioco tra le parti attraverso i molteplici aspetti dell'improvvisazione pura, si crea un evento del qui e ora tra contatti
visivi danzati e dipinti su una grande tela.
L'opera pittorica rimarrà come oggetto a memoria di un percorso astratto metaforico a tratti allusivo, non pensato ma vissuto
nell'istante, un oggetto peròche ha permesso di realizzare sotto gli occhi del pubblico un racconto, una storia, un'immagine,
attraverso un processo originale in sè perfetto tra le variabili del corpo danzante e il colore. Cinzia 

 

2 maggio 

          Rump-titty-titty-tum-tah-tee             di     Fritz Leiber, 1958

 [...] sei intellettuali veramente importanti si riunivano nello studio di Simon Grue, il pittore incidentale.
C'era Tally B. Washington, il batterista jazz; stava percuotendo dolcemente un ceppo grigio africano
e pensava ad una composizione che avrebbe intitolato «Duetto per Martello d'Acqua e Rubinetto
fischiettante».
C'era Lafcadio Smits, il decoratore d'interni, e Lester Phlegius, il disegnatore industriale. Stavano
parlando insieme in maniera molto intellettuale, ma dietro la maschera esteriore stavano
desiderando molto intensamente di avere, rispettivamente, un disegno veramente attraente per la
tappezzeria murale ed uno schema veramente nuovo per la pubblicità industriale.
C'era Gorius James Mcintosh, lo psicologo clinico, e Norman Saylor, l'antropologo culturale.
Gorius James Mcintosh stava bevendo whisky e voleva che esistesse un test psicologico che aprisse
l'intimo dei pazienti un po' più del Rorscharch o del TAT, mentre Norman Saylor stava fumando la
pipa ma senza pensare o bere qualcosa di particolare.
Era uno studio molto lungo, molto ampio, molto alto. E doveva essere tale, in modo che sul
pavimento ci fosse il posto per stendere una delle grandi tele di Simon Grue, che erano sempre
abbastanza grandi da dominare qualsiasi esibizione con una mole di gran lunga maggiore, ed uno
spazio sotto il soffitto per una scaffalatura molto alta e robusta.
La tela attuale non aveva una traccia di colore sopra, non un accenno di tintura, aveva il biancore
delle ossa nude. In cima alla scaffalatura c'era Simon Grue, ventisette secchielli di colore e nove
pennelli puliti, ognuno largo venti centimetri. Simon Grue stava per avere un nuovo incidente... un
incidente semicontrollato, se preferite. Da un momento all'altro avrebbe intinto un pennello in uno
dei secchi di colore e l'avrebbe alzato al di sopra della spalla destra, portandolo poi in avanti e verso
il basso con un movimento sciolto del polso, come se stesse usando una frusta da cocchiere, ed una
grossa macchia casuale di colore sarebbe andata a spandersi con uno splaaAAT sulla tela in uno
schema casuale, fortuito, arbitrario, spontaneo e perciò quintuplicamente incidentale che avrebbe
costituito il nucleo della composizione cromatica, determinandone la forma ed il ritmo da seguire, i
molti spruzzi conseguenti e forse perfino un nuovo contatto con i pennelli ed i colori ancora da
utilizzare.
Man mano che il ritmo dei movimenti creativi di Simon Grue accelerava ...

                     

24 gennaio

L'entusiasmo in arte è una cosa che non si può definire

essa non ha limite

senti un piacere che emana da te

e diventa poesia

e questo entusiasmo fino a che dura completa l'opera.

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