2017 

14 ottobre

Sì, ho vissuto poco, sì, ho amato,
sentivo crescere la luce, sotto
le dita nascevano scintille.
Sì, ho avuto poco tempo, non sapevo
quanto, compativo Gretchen, chi muore
giovane e chi ama infelice.
Sì, la fiamma non era muta, sì
correvo per i boschi ghiacciati,
incalzato da neve, stelle gialle,
dall’estraneità dello stile; no, non la polizia,
chissà se era il diavolo. Non esisteva l’epoca,
solo l’erba verde, i frassini, gli oggetti
immobili, le libellule negli stagni,
non esisteva l’epoca, ma un pavimento di legno,
sedie taciturne, sì, Vienna,
lo stesso gusto del caffè,
i colombi sui davanzali. No,
non avevo previsto la Primavera dei Popoli,
non so, non ricordo, è una domanda
troppo personale. No, non conosco
la musica di Wagner. Se possiamo
capirci? Rammarico, e persino invidia,
non so se il destino, un guanto,
i fiocchi di neve così delicati se
non diventano tormenta.
Gli occhi verdi di quella ragazza.
Il destino per me era troppo grande, come una tenda,
il mio cuore palpitava maldestro
nelle stanze enormi. Sì, il talento,
piccolo amaro chicco di caffè sgranocchiato.
No, avevo paura, tutto mi si rovesciava addosso,
eserciti di mercenari mi assalivano,
ah, signori, come potete
paragonarmi all’ammiraglio Nelson,
no, le ombre si ingigantivano, i bisbigli
rimbombavano come campane nelle cattedrali,
le parvenze latravano, sì, lo riconosco,
talvolta mi sbagliavo, non potevo sapere
di essere Schubert, lo stavo diventando,
cercavo una strada, un colore, perciò
non potete conoscere me, ma solo l’eco.
Sì, sono passato da quello stretto dove
il dolore si muta in cannone,
sì, i boschi verdi per l’esternità e l’amore
mai corrisposto, la gioia
dell’indifferenza, volevo dire
la felicità di esprimersi, a metà
strada tra la vita e la morte,
proprio a metà strada, sì, qui
giungono ancora le grida di coloro che danzano,
ma condensate nella gelatina della memoria.

Non voltare la testa, non sbagliare direzione,
sì, certo, la vita non si racchiude
nel canto, in una piccola arca di Noè,
sapete signori, non persone
solo generi, non fiori solo esemplari,
non profumi solo nomi, e noi
abbiamo vissuto selvaggi e rigogliosi come un prato,
con le gramigne e il vento, con il tarassaco e l’anemone,
nell’immenso plurale di colori e aromi,
muti e appassionati, obbedienti alle richieste
di messi trafelati, nelle nozze,
nel peccato e nella preghiera, di sera
e di mattina, nella noia e nel riso,
perdurava la danza eterna, a maggio, a giugno,
quante cose accadevano, angoscia e gioco,
dita ferite, labbra aperte,
baci veri o baci solo
in sogno, tracce, spighe,
il tuo sguardo, la veranda, il silenzio
e il nulla, la porpora d’autunno, sì, tutto
ricordo, le allodole sui lunghi fili,
i papaveri, i boschi di noccioli, in città i caldi mattini,
le voci smorzate nel crepuscolo, e la notte –
una scatola in cui i bambini nascondevano
i tesori, il sonno e la veglia, Venere
nel cielo, pallido, che trema per il freddo.
Sì, ora è persino meglio, nel canto,
solo due labbra che parlano fra sé,
accanto il pianoforte nel suo smoking lucente,
sì, ora sono stanco, no, questa
non è una rimostranza.

                                   FRANZ SCHUBERT

 

4 settembre

Alla fine il segreto viene fuori

      come deve succedere ogni volta

è matura la deliziosa storia

      da raccontare all'amico del cuore

davanti al tè fumante e nella piazza

      la lingua ottiene quello che voleva;

le acque chete corrono profonde

      mio caro non c'è fumo senza fuoco

c'è sempre un'altra storia 

      c'è più di quello che si mostra all'occhio

 

Per la voce argentina che d'un tratto 

      canta lassù dal muro del convento

per l'odore che viene dai sambuchi

      per le stampe di caccia nell'ingresso

per le gare di croupet in estate

      la tosse il bacio la stretta di mano

c'è sempre un segreto malizioso

      un motivo privato in tutto questo.

                                  W.H. AUDEN La verità, vi prego, sull'amore

 

 

28 agosto

Ci vuole coraggio

molto coraggio

Ci vuole senso e sentimento

Ci vuole un polmone per respirare l'altro per appendere vestiti soli

Ci vuole dei morbi 

Ci vuole specchi e cessi per guardarsi

Ci vuole capacità tattile allo scontrarsi

Ci vuole l'assenza e l'assonanza delle parole dette

Ci vuole senno e dormire sulle panche a legni vecchi

Ci vuole i vecchi e le anfore di Ipazia

Ci vuole la forchetta e il vomito

Ci vuole saggezza anche quella sporca a sporcare i giardini dove passi 

Ci vuole bene e sapone serve parlare pulire scrostare costruire e spegnere le fiamme

Ci vuole la brina e l'arsura

Ci vuole coraggio e paura 

 

26 luglio

[...] l'anima, rifugiatasi nella sua ultima roccaforte, osservava come bestia feroce l'altra anima

- o la sua assenza. ho cominciato a prendere nota: dei modi dei gesti delle paroline -

a volte nel quaderno, a volte più in profondità.

Mi sono convinta che proprio nell' amore all'altro non importa nulla di me,

che gli importa solo di se stesso e si dimentica di me in modo così inebriante che, 

riprendendosi di colpo, quasi non mi riconosce. E il mio ruolo in tutto questo?

Il ruolo dell'assente nella presenza. M. Cvetaeva

 

5 luglio

Pennellata tremula

giunge in mongolfiera

La Bellezza non ha forma 

sfuma piuma schiuma ritorna

 

20 giugno

 oggi non riesco a conoscere già più di quanto so...nulla è più intenso di questo

“Ciò che si sperimenta in un' opera d'arte, ciò che essa attrae chi la contempla è il fatto o no di conoscere o riconoscere qualcosa e insieme se stesso. 

Che cosa sia il riconoscimento, nella sua essenza, non lo si capisce se ci si limita a osservare ciò che già si conosce,il suo piacere sta nel fatto di conoscervi in esso più di ciò che già si conosceva.”            

22 maggio  

Sovrana silente è la parola...     tecnica mista su tela di lino . operetta di 60x70 cm 

...elegante sottile scivola l'acqua acrilica in spazi aperti. realizzata in parte senza strofinare il pennello 

la sensazione di leggerezza pervade un'operetta così minuta, quasi una messa a fuoco di una visione aniconica

il controluce alimenta gli spessori del colore costruendo un tessuto palpitante

sovrana silente la parola 2017

 

 

17 maggio

Scivola Giallo all'Improvviso  

..il Giallo mi fu grato, scivolò nel doppio di un immagine quasi irreale

 

14 maggio

"...trovo stimolante più di qualsiasi altra cosa il fatto

che si materializzi l'espressione di un quadro imprevedibile. 

Il significato più grande di questo fenomeno potrebbe proprio essere Zen.

Vivere un'esperienza nata dal caso e va ancora più avanti dalla semplice

ricerca della libertà, è una realtà, sono alla ricerca della verità. ARTE E' STUPIRE."  S. Shimamoto

  

6 maggio 

Com'è nata la scelta di percorrere le tracce della pittura d'azione americana?

"E' più un'affinità elettiva, una questione chimica di cui non so formulare tempi e teoremi ma ne 

percepisco da molti anni lo spirito di appertenenza. un percorso di stile che si offre continuamente a cui

tento un'indagine conoscitiva sotto molteplici aspetti e modalità, nella curiosità intellettuale, artistica

filosofica psicologica. Una strada storica in continuo movimento tra ethos e pathos..."

                           tratto da RIVISTA HESTETIKA 2017 articolo SPECIALE COLORE CINZIA FIASCHI

 

2 maggio

La Bellezza è luminosa accende i cuori le menti

combacia le anime essa crea e fiorisce di vita

un'intelligenza vitale nella perennità - informalità fortunosa -

la bellezza fonda l'una, un'unità formativa e informativa. B. Ceccobelli 

 

19 aprile

" LA BELLEZZA è l'unica ragione 

per cui lascio che s'incontrino/scontrino

I COLORI SULLA TELA

nella continua speranza che arrivi 

quel punto di armonia"     di Cinzia Fiaschi 

                    tratto da articolo uscito in Aprile su RIVISTA HESTETIKA 2017 SPECIALE COLORE 

 

25 marzo

Seduta

Scambio il peso e la leggerezza della parola
Un amico consiglia equilibri di traduzione
Parla di prendere e dare a ritmo di piuma
La piuma sono io

In piedi 

E la piuma ri-forma L informe di ognuno 

 

6 marzo

Le propensioni servono
 
serve propendersi
adagiarsi
collegarsi
ascoltarsi
 
Propendersi serve
arrendersi
cibarsi
toccarsi
baciarsi
 
Propendere all' immagine
nostra voragine
 
 
4 febbraio 
 
capita che non ci sia niente di più entusiasmante del Silenzio 
nelle parole 
nell' arte
negli occhi della gente
nelle case vissute
negli incontri affollati
nella Poesia 
 
 
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