26 Luglio

MARK ROTHKO
 
 
Quando Sostengo
Quando sostengo che i miei dipinti sono occidentali, quello che intendo e che questi non mirano al raggiungimento di alcuno stato
che oltrepassi i limiti della ragione occidentale, nè di alcun attributo esoterico, extra sensoriale o divino da attingere per mezzo della preghiera o del terrore.
Quanti rivendicano che questi limiti vengano ecceduti, mostrano restrinzioni autoimposte riguardo ai limiti duttili  dell'immaginazione.
Detto altrimenti, in questi dipinti non vi è anelito verso il paradiso o la divinazione. Al contrario, sono profondamente legati alle condizioni di un'umanità ordinaria. 
 
Lo strumento più importante che l'artista impiega grazie a una pratica constante è la fede nella sua capacità di produrre miracoli quando ve n'è bisogno.
I quadri devono essere miracolosi: non appena uno è terminato, l'intimità tra la creazione e il creatore è finita.
Questi diventa uno spettatore. Il quadro deve essere per lui, come per chiunque altro ne farà esperienza più tardi, una rivelazione, una risoluzione inattesa e inaudita di un bisogno eternamente familiare.
 
Quello che ancora s'intende per messaggio personale è il fatto che lei sta pensando solo per se stesso.
E' diverso dall'espressione di sé. Può comunicare qualcosa su di lei. Io preferisco trasmettere una visione del mondo che non appartiene totalmente a me stesso.
L'espressione di sé è noiosa. Voglio parlare di quanto sia estraneo a me stesso  - un vasto ambito di esperienza.
 
tratto da Mark Rothko Scritti sull'Arte 1934-1969